I GRANDI ARTISTI CALABRESI/ Francesco Jerace, scultore di Polistena, discendente da una famiglia di artisti
“IL GUAPPETIELLO IMPENITENTE”
di Tonino Sicoli
Il gruppo bronzeo “L’Azione” di Francesco Jerace troneggia sul lato destro del Vittoriano, il Monumento a Vittorio Emanuele II primo Re d’Italia, noto anche come Altare della Patria, che sorge a Roma nella centralissima Piazza Venezia a testimonianza perenne degli ideali mazziniani, che portarono all’indipendenza dell’Italia. Vi si vede una donna guerriera col vessillo, due insorti che avanzano e un leone alato per terra.
L’opera è un esempio di scultura di fine Ottocento e primo Novecento, improntata a quel verismo, che ha avuto come grandi esponenti Vincenzo Gemito, Achille d’Orsi e, appunto, Francesco Jerace.
Lo scultore la realizza nel 1911 quando la sua fama è ormai consolidata e la sua produzione artistica è ricercatissima sia presso la committenza pubblica che in quella privata.
Jerace era nato in Calabria nel 1853 a Polistena, discendente, per parte materna, da una famiglia di artisti che aveva avuto in Vincenzo Morani, il suo ascendente più illustre. Aveva ricevuto dal nonno Francesco Morani, scultore anche lui, i primi insegnamenti del mestiere.
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Per celebrare l’arte di Francesco Jerace, senza ombra di dubbio il più illustre degli artisti polistenesi di ogni tempo, avremmo potuto utilizzare le tante biografie ed i saggi scritti da nostri concittadini sulla sua vita e le sue opere.
Ma la grandezza dell’artista ci impone, a mio avviso, un orgoglioso distacco da facili campanilismi e spocchiosi provincialismi: Francesco Jerace è un artista di livello internazionale, che ha lasciato un’impronta indelebile nella storia dell’arte italiana nel mondo.
Ascoltiamo quindi le parole di illustri studiosi che lo vedono per questo suo aspetto superiore, non con l’affetto di conterranei orgogliosi.
Tra l’altro dobbiamo ricordare che come polistenesi non abbiamo certamente fatto ancora tutto il nostro dovere per celebrare degnamente questo grandissimo artista, figlio di una città che, lui vivente, forse non l’ha abbastanza amato, e che fino ad un recente passato l’ha solo tiepidamente ricordato.
G.P.
FRANCESCO JERACE

A cura di Salvatore G. Santagata
con scritti di
Alfonso Frangipane
Cesare Mule’
Domenico Teti
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L’OPERA DI JERACE
di Alfonso Frangipane
IL 18 gennaio del 1938, ad un anno esatto dalla morte, Alfonso Frangipane, commemorò con accenti toccanti, nell’aula magna dell’lstituto Mattia Preti, Francesco Jerace.
Frangipane che già nel 1924 aveva pubblicato la completa biografia critica del Maestro, non si limitò, al momento della commemorazione, al discorso di circostanza, ma approfondì l’analisi che già in modo così lucido aveva espresso in quel precedente lavoro. (Continua a leggere…)
Giuseppe Pesa, nato a Polistena nel 1928 studiò arte a Napoli e a Roma da giovanissimo. Le opere, che rimarranno in mostra fino al 5 gennaio 2006, tracciano il percorso e il rapporto con la natura dell’artista morto nel 2000 e che, dalla seconda metà del ‘900, ha fatto parlare di sé e dei suoi paesaggi in tutta Europa e negli Stati Uniti, esponendo in diverse gallerie e con la presenza in numerosi cataloghi.
Ottenne infatti i primi successi internazionali con una serie di personali tra il ‘52 e il ‘54 a Oslo, Stoccolma e Helsinky, e negli anni sessanta negli Stati Uniti. I diversi cataloghi a lui dedicati testimoniano l’intensa attività dell’artista in Italia, Inghilterra, Germania, Austria, Norvegia e Svezia. A lui è stato dedicato il volume monografico per la collana “I profili dell’arte” con la presentazione di Carlo Faenza, edizioni Comed Milano.
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La cultura può essere vista come l’identità di un popolo, comprendendo la lingua, i costumi, la religione, l’economia.
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O ancora come il variegato insieme dei costumi, delle credenze, degli atteggiamenti, dei valori, degli ideali e delle abitudini delle diverse popolazioni o società del mondo, e che concerne sia l’individuo sia le collettività di cui egli fa parte.
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