POLISTENA, già nel cui nome risuona la “Polis”, la Città greca unita ad un aggettivo che per alcuni significa “forte” e per altri “stretta”, sorge sul percorso naturale che dalla grandiosa Locri Epizefìri portava verso il Mar Tirreno alla sua colonia Medma, nei pressi dell’odierna Rosarno.
Pertanto Polistena, con ogni probabilità piccola stazione di passaggio tra le due città magnogreche, può orgogliosamente indicare le sue prime radici storiche nella civiltà di Locri e nella Magna Grecia, dove già sei secoli prima di Cristo Zaleuco codificava le leggi (“La più alta Giustizia governa Locri Epizefiri…” (Continua a leggere…)
Chiesa Madre e Duomo della città: dedicata a Santa Marina, Patrona della città, è
stata ricostruita con grande base trinavata sul nuovo sito dopo che l’antica Chiesa era stata distrutta dal terremoto del 1783; dall’antica struttura è stata salvata una pregevolissima “Pala Marmorea” cinquecentesca che rappresenta la Deposizione di Nostro Signore Gesù Cristo, che alcuni attribuiscono a scuola michelangiolesca. Vicino alla “Pala Marmorea” vi si può ammirare
l’Altare del SS. Sacramento sovrastato da una bellissima tela raffigurante un particolare dell’ “Ultima Cena” entrambi del famoso scultore e pittore polistenese Francesco Jerace (Polistena, 1853 - Napoli, 1937).
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La Chiesa custodisce anche numerose tele e statue che spaziano dal ‘600 al ‘900.
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Nella storia moderna e contemporanea di Polistena bisogna dare testimonianza del grande anelito libertario e dello spirito ribelle contro l’oppressione che ha sempre trovato protagonisti tra i suoi cittadini in diverse epoche: ricordiamo il moto giacobino e repubblicano del 1799, guidato dal giovane conte Michele Milano e da altri polistenesi, i moti antifrancesi del 1814 che videro tra i protagonisti il polistenese (Continua a leggere…)